Diete a confronto

Tra malizie e seduzioni

Se la presa rapida delle diete di tendenza fosse l'unica cifra distintiva della nostra epoca, un antropologo del futuro sarebbe indotto a metterci sotto la voce “neo sciamanesimo”: una grande tribù che ha voltato le spalle alla scienza per lasciarsi ipnotizzare dalle gibigiane degli spacciatori seriali di illusioni. Il campo da gioco è lo stesso di tutte le altre diete di tendenza: guardare sempre indietro. E il futuro sorriderà guardando dallo specchietto retrovisore. Nel frattempo non si arresta la loro marcia verso la gloria grazie alla potenza di fuoco pubblicitaria e, soprattutto, grazie alla più potente arma di distrazione di massa in dotazione: la speranza della dieta definitiva

DIETA DEI GRUPPI SANGUIGNI (EMODIETA)

  • Inventata dal naturopata D’Adamo, è una delle diete più longeve (anni ’80): rimaneggiata e contaminata negli anni
  • Il principio di base è quello di collegare il gruppo sanguigno classificato col sistema AB0 con un ipotetico FenoTipo umano
  • Secondo il suo ideatore, i geni che sovrintendono all’espressione del gruppo sanguigno, influenzerebbero anche molte altre variabili fisiologiche dell’organismo
  • Ad ogni gruppo sanguigno corrisponderebbero prescrizioni dietologiche e di allenamento
  • Il cardine della sua teoria era costituito dalle lectine, proteine di origine prevalentemente vegetale, che se introdotte nell’alimentazione di persone con il gruppo sanguigno “sbagliato”, avrebbero causato l’agglutinazione delle cellule sanguigne con conseguente precipitazione delle medesime, l’innesco di un processo infiammatorio e la sintomatologia da “pseudo” intolleranza (anche se in realtà l’agglutinazione ha un esito più nefasto e meno “pseudoscientifico”, vedi le complicanze del diabete).
  • Per avvalorare la sua teoria D’Amato affermò che in base al gruppo sanguigno di appartenenza si associavano specifiche necessità dietologiche (carne-sì, carne-no; latticini-sì, latticini-no, cereali-sì, cereali-no…) determinate attività sportive (più aerobiche o più anaerobiche) e certe patologie avrebbero avuto un’incidenza maggiore. Per esempio: il gruppo A avrebbe dovuto soffrire prevalentemente di anemia, disturbi epatici e diabete di tipo 1; il gruppo B di malattie autoimmuni (che contrasta con quanto detto per il gruppo A, visto che il diabete di tipo 1 è una patologia autoimmune nel 95% dei casi) e il gruppo AB di patologie cardiovascolari; il gruppo 0, infine, più vulnerabile all’intolleranza al lattosio, al diabete e a malattie infettive come peste, vaiolo, colera, tifo e malaria.

LIMITI E DEBOLEZZE DELL’EMODIETA

  • L’assunto alla base della teoria di D’Adamo non è mai stato provato: non c’è nemmeno una vera teoria sul COME i geni per i gruppi sanguigni influenzino variabili complesse come il metabolismo
  • Analisi sull’incidenza (%) dei vari gruppi sanguigni nelle varie etnìe umane, danno risultati che contraddicono le affermazioni di D’Adamo. Prendiamo in considerazione quelle comunità umane molto piccole e rimaste isolate nel tempo. Sono dei casi studio ideali perché tendono a evidenziare una prevalenza di alcuni gruppi sanguigni e dimostrare, come dice D’Adamo, che a un gruppo corrisponda una popolazione di cacciatori, al gruppo A una popolazione di agricoltori, al gruppo B una popolazione nomade e al gruppo AB un non ben identificato tipo “moderno”. ABORIGENI (Australia). È una popolazione dedita alla caccia in un territorio perlopiù desertico. Eppure il famoso gruppo B-Nomade risulta totalmente assente. Mentre mostrano un 39% di diffusione del tipo A-agricoltore CASO AINU (Isole Curili, Giappone). Popolazione dedita alla caccia all’orso e alla selvaggina di passo. L’agricoltura è un’attività marginale. I gruppi sanguigni dominanti? A-Agricoltore e B-Nomade. Il tipo 0-Cacciatore, che dovrebbe dominare, è perfino meno rappresentato del tipo AB-Moderno CASO SAMI-LAPPONI (Svezia, Norvegia e Finlandia). Vivono di caccia e pesca e di allevamento di renne. Tutti gruppo 0…? No. Anzi, il 63% di questa popolazione porta il tipo A-Agricoltore CASO INUIT (Alaska). I celebri Esquimesi, cacciatori per necessità geografica (l’ambiente non offre campi da coltivare, ma pesce e foche da mangiare). Il loro gruppo sanguigno prevalente (44%) è quello A-Agricoltore
  • Le lectine presenti nei cibi sono veramente poche (si trovano per lo più nei cereali crudi) e sono altamente termolabili, quindi in generale non creano problemi
  • A livello statistico non vi è alcuna prevalenza di patologia per gruppo sanguigno
  • Se fosse vera l’ipotesi inerente ai latticini, tutti gli intolleranti al lattosio e gli allergici alle proteine del latte dovrebbero appartenere solo al gruppo 0, mentre per i gruppi AB e B non dovrebbe sussistere alcun problema, ma in realtà non è così
  • Nessun lavoro scientifico rilevante è ancora stato pubblicato sui benefici della dieta di D’Adamo
  • Il 15 gennaio 2014 è stato pubblicato uno studio effettuato presso il Toronto Nutrigenomic and Health Institute che ha visto la partecipazione di 1455 soggetti ai quali sono state proposte le differenti diete, senza essere accoppiate correttamente con il loro gruppo sanguigno (appaiamento eseguito invece sul gruppo di controllo). I gruppi sono stati seguiti sia tramite la verifica della presenza di determinati biomarker - indici che permettono di monitorare la salute “cardiometabolica” - sia tramite il controllo di parametri antropometrici (indice di massa corporea o BMI, Body Mass Index, e circonferenze), incrociando il tutto con i punteggi statistici ottenuti da ogni dieta associata al corrispondente gruppo sanguigno. I risultati ottenuti hanno dimostrato effettivamente che diete diverse hanno conseguenze diverse sulla salute. Infatti:
    • la dieta “Gruppo A” è stata la più efficace, poiché ha portato a una riduzione del BMI (indice di massa corporea), della circonferenza vita, della pressione arteriosa, del colesterolo sierico e della glicemia;
    • la dieta “Gruppo AB” ha mostrato una riduzione dei biomarker cardiaci, ma non del BMI e della circonferenza vita
    • la dieta “Gruppo zero” ha dimostrato una riduzione dei trigliceridi a livello ematico
    • la dieta “Gruppo B” non ha dimostrato alcun beneficio
Attenzione però: l’appaiamento della dieta con il presunto gruppo sanguigno “corretto” non ha mostrato alcuna differenza rispetto ai gruppi “non associati”, confermando, quindi, che la bislacca teoria proposta da D’Adamo non ha fondamento: gli effetti dell’alimentazione sono sempre gli stessi, non importa quale sia il proprio gruppo sanguigno.